Epatite B e C: Come si trasmettono, come si testano e le nuove terapie
24
nov

Se pensi che l’epatite B e l’epatite C siano malattie del passato, ti sbagli. Nel 2025, ancora 296 milioni di persone nel mondo vivono con l’epatite B cronica, e 58 milioni con l’epatite C. Ogni anno, oltre un milione e mezzo di nuovi casi vengono diagnosticati per entrambe. La buona notizia? Sappiamo come fermarle. La cattiva? Molti non lo sanno nemmeno di essere infetti.

Come si trasmettono davvero

L’epatite B è un virus estremamente contagioso. Si diffonde attraverso il sangue e i fluidi corporei, ma non per un semplice abbraccio, un bacio o condividere il cibo. È importante capire cosa conta davvero: il contatto con sangue infetto. Il modo più comune di contrarla in paesi ad alta endemia - come parte dell’Asia e dell’Africa - è dalla madre al bambino durante il parto. Fino al 90% dei neonati infetti diventa cronico se non vaccinato entro 24 ore dalla nascita.

In Italia e negli Stati Uniti, il principale veicolo è il sesso non protetto. Se hai più di un partner negli ultimi sei mesi e non sei vaccinato, il rischio di contatto con l’HBV è del 30-60%. Anche gli uomini che fanno sesso con altri uomini hanno un rischio 10-15 volte più alto della popolazione generale. Non è un caso che l’epatite B sia tra le infezioni sessualmente trasmissibili più diffuse.

Un altro percorso importante: l’uso di aghi condivisi. L’epatite B può sopravvivere fuori dal corpo per almeno sette giorni. Un ago contaminato, anche se sporco di sangue secco, può trasmettere il virus. Questo spiega perché tra i tossicodipendenti, i detenuti e gli operatori sanitari il rischio è molto alto. Anche condividere rasoi, spazzole da denti o forbici da unghie può essere pericoloso - anche se meno comune.

L’epatite C, invece, si trasmette quasi esclusivamente per via ematica. Non si diffonde per via sessuale con facilità, a meno che non ci siano lesioni o sangue presente. Il principale responsabile della sua diffusione negli ultimi 15 anni è l’epidemia di oppioidi. Tra il 2010 e il 2020, i casi acuti di epatite C negli Stati Uniti sono aumentati di oltre il 250%. La maggior parte dei nuovi contagi riguarda persone tra i 20 e i 39 anni, spesso con storia di iniezioni di droghe.

La trasmissione verticale (dalla madre al bambino) per l’epatite C è meno frequente: avviene nel 5-6% dei casi. Ma se la madre ha anche HIV, il rischio sale al 15-20%. Per questo, dal 2020, tutti i paesi dell’UE e gli Stati Uniti raccomandano lo screening per l’epatite C durante ogni gravidanza.

Chi deve farsi testare - e quando

La maggior parte delle persone con epatite B o C non ha sintomi. Per anni. Fino a quando il fegato non è gravemente danneggiato. Ecco perché il test è l’unica arma affidabile.

Per l’epatite B, il test di base è l’HBsAg: se è positivo, sei infetto. Ma non basta. Serve anche l’anti-HBc (per capire se hai avuto il virus in passato) e l’anti-HBs (per vedere se sei immunitario, grazie al vaccino o a un’infezione superata). Se hai il virus, si misura anche il livello di DNA virale nel sangue. La WHO raccomanda che tutti gli adulti si sottopongano a un solo test nella vita. Ma alcuni gruppi devono essere controllati più spesso: chi ha avuto rapporti sessuali non protetti, chi usa droghe iniettabili, chi è in dialisi, chi lavora in ospedale, chi è stato in prigione, o chi è nato in un paese con alta diffusione (come Cina, Vietnam, Egitto, Africa subsahariana).

Per l’epatite C, il test inizia con l’anti-HCV. Se è positivo, bisogna fare subito un test per l’RNA del virus per capire se l’infezione è attiva. Perché? Il 44% delle persone infette non lo sa. E molti pensano che se non stanno male, non c’è problema. Ma il virus può distruggere il fegato in silenzio per 20-30 anni.

Nel 2025, il CDC raccomanda che tutti gli adulti dai 18 anni in su si facciano almeno un test per l’epatite C. E che ogni donna incinta lo faccia durante la gravidanza. Non serve un motivo particolare. È un controllo come la pressione o il colesterolo.

Un uomo in un vicolo usa un ago contaminato, accanto a un test rapido per l'epatite C.

Test rapidi: risultati in 20 minuti

Non devi più aspettare giorni per i risultati. Dal 2010, esistono test rapidi approvati dalla FDA. L’OraQuick HCV, per esempio, usa un campione di sangue dal dito e dà il risultato in 20 minuti. Per l’epatite B, i test rapidi hanno una sensibilità del 98,5% e una specificità del 99,5%. Sono usati in ambulatori, centri per tossicodipendenti, e persino in alcune farmacie.

Questi test hanno cambiato la vita in paesi come l’Egitto. Negli anni 2000, il 14,7% della popolazione aveva l’epatite C. Oggi, grazie a campagne di screening di massa e test rapidi, è sceso allo 0,9%. Il segreto? Non aspettare che la gente venga in ospedale. Vai da loro: nelle strade, nei mercati, nei centri sociali.

Trattamenti: cosa è cambiato negli ultimi 15 anni

Per l’epatite C, la rivoluzione è arrivata nel 2013, con l’approvazione di sofosbuvir. Prima, la cura era interferone: iniezioni settimanali per un anno, con effetti collaterali devastanti - febbre, depressione, perdita di capelli. La percentuale di guarigione era del 40-50%.

Oggi, con i farmaci DAA (direct-acting antivirals), la cura è semplice: una pillola al giorno per 8-12 settimane. I farmaci più usati sono Epclusa (sofosbuvir/velpatasvir) e Mavyret (glecaprevir/pibrentasvir). La guarigione - chiamata SVR, o risposta virologica sostenuta - è superiore al 95% in tutti i genotipi. Non c’è più bisogno di biopsie epatiche per decidere la terapia. Non serve più monitorare il fegato ogni mese. Il virus sparisce. E non torna.

Per l’epatite B, non c’è ancora una cura. Ma c’è un controllo eccellente. I farmaci come tenofovir alafenamide (TAF) e entecavir bloccano la replicazione del virus. Il livello di virus nel sangue scende a livelli quasi impercettibili. Il rischio di cirrosi e cancro al fegato si riduce del 70-80%. Ma devi prendere la pillola ogni giorno, per sempre. Smettere significa rischiare un’esplosione virale che può portare al fallimento epatico.

Perché non c’è ancora una cura? Perché il virus si nasconde nel DNA delle cellule del fegato. È come un fantasma che non si riesce a cacciare. Ma la ricerca va avanti. Nel 2025, ci sono oltre 20 farmaci in fase 2 e 3 di sperimentazione: terapie con siRNA, modulatori della capsula virale, vaccini terapeutici. Alcuni hanno già mostrato la capacità di ridurre l’HBsAg - il marcatore chiave dell’infezione cronica - in pazienti selezionati.

Tre persone in una piazza italiana: vaccinazione, cura e guarigione dall'epatite C.

Costi e accesso: il grande ostacolo

Nel 2014, un ciclo di trattamento per l’epatite C costava $84.000 negli Stati Uniti. Oggi, con i generici, costa tra $24.000 e $30.000. Ma in paesi come l’India, il Bangladesh o l’Egitto, lo stesso trattamento costa meno di $300. Perché? Perché i brevetti sono stati aggirati, e i farmaci generici sono stati prodotti su larga scala.

In Italia, il SSN copre il 100% dei costi per i pazienti con fibrosi avanzata. Ma molti non sanno di essere infetti, e quindi non vengono trattati. Nel 2020, solo il 21% delle persone con epatite C in America ha ricevuto terapia. In Italia, la percentuale è leggermente migliore, ma ancora lontana dal 90% che l’OMS vuole raggiungere entro il 2030.

Per l’epatite B, i farmaci costano tra $6.000 e $12.000 l’anno negli USA. In Europa, il costo è più basso grazie ai prezzi negoziati, ma non tutti i pazienti vengono identificati. E il vaccino? È efficace per almeno 20 anni, forse per la vita. Ma negli Stati Uniti, solo il 66,5% degli adulti ha completato la serie di tre dosi. Il vaccino è gratis per i minori, ma per gli adulti spesso costa da solo. E molti non lo considerano una priorità.

Cosa possiamo fare ora

Se sei nato prima del 1990, probabilmente non sei stato vaccinato contro l’epatite B. Fatti il test. Se non sei immunitario, vaccinati. Tre dosi. In pochi mesi. È la protezione più semplice che esista.

Se hai mai usato droghe iniettabili, anche una volta, o hai avuto un piercing o un tatuaggio in un posto non sterile, fatti il test per l’epatite C. Non serve vergognarsi. È un controllo sanitario, come un’ecografia. E se è positivo? Oggi puoi guarire in 8 settimane. Con una pillola al giorno.

Se sei incinta, chiedi il test per l’epatite B e C. Se hai l’epatite B, il tuo bambino può essere salvato con il vaccino e l’immunoglobulina entro 12 ore dalla nascita. Se hai l’epatite C, non c’è trattamento in gravidanza, ma puoi curarti subito dopo il parto.

Se lavori in ospedale, o sei un operatore sanitario, usa sempre i dispositivi di protezione. Una puntura accidentale con un ago infetto può cambiarti la vita. Ma se sei vaccinato contro l’epatite B, sei al sicuro.

Non c’è bisogno di panico. C’è bisogno di azione. Test. Vaccinazione. Trattamento. Queste sono le tre parole chiave per sconfiggere l’epatite B e C. E non è una questione di scienza avanzata. È una questione di volontà. Di sistema. Di coraggio.

L’epatite B si può curare completamente?

No, al momento non esiste una cura definitiva per l’epatite B. Ma i farmaci moderni come il tenofovir alafenamide e l’entecavir controllano il virus in modo così efficace che il rischio di cirrosi e cancro al fegato si riduce drasticamente. La terapia è spesso a vita, ma permette di vivere una vita normale. La ricerca sta testando nuovi farmaci che potrebbero portare a una “cura funzionale” - cioè la scomparsa dell’HBsAg - entro i prossimi 5-10 anni.

L’epatite C si può trasmettere con un bacio o condividendo il cibo?

No. L’epatite C si trasmette solo attraverso il sangue. Non si diffonde per via aerea, con baci, abbracci, tosse, starnuti, condivisione di stoviglie o cibo. Anche se il virus è presente in piccole quantità nella saliva, non c’è evidenza che possa causare infezione in queste condizioni. Il rischio è solo se c’è sangue in gioco - per esempio, se hai gengive sanguinanti e baci qualcuno con ferite aperte.

Se ho l’epatite C e sono guarito, posso infettare qualcun altro?

No. Se hai ottenuto una risposta virologica sostenuta (SVR), il virus è scomparso dal tuo sangue e non può più infettare altri. Non sei più contagioso. Non c’è più rischio di trasmissione, neanche per via sessuale o per contatto con il sangue. Tuttavia, non sei immunitario: puoi infettarti di nuovo se esponi il tuo sangue a un virus attivo.

Il vaccino contro l’epatite B protegge per sempre?

Sì. Dopo la serie completa di tre dosi, la protezione dura almeno 20 anni, e secondo l’OMS, probabilmente per tutta la vita. Non è necessario fare controlli regolari dei livelli di anticorpi per la maggior parte delle persone. L’unica eccezione sono i pazienti immunodepressi, i dializzati e gli operatori sanitari a rischio elevato - per loro, si può misurare l’anti-HBs e, se basso, fare un richiamo.

Se ho l’epatite B, posso avere figli?

Sì, assolutamente. Con le giuste precauzioni, il rischio di trasmettere l’epatite B al bambino è inferiore all’1%. Il bambino deve ricevere il vaccino e l’immunoglobulina anti-HBV entro 12 ore dalla nascita. Se la madre ha un carico virale molto alto, il medico può prescrivere un antivirale (come tenofovir) durante l’ultimo trimestre di gravidanza per ridurre ulteriormente il rischio. Non c’è bisogno di evitare l’allattamento - il virus non si trasmette con il latte materno.

Perché l’epatite C è più facile da curare dell’epatite B?

Perché l’epatite C è un virus che vive solo nel sangue e non si integra nel DNA delle cellule. Una volta che i farmaci DAA lo distruggono, non ha modo di nascondersi. L’epatite B, invece, crea una forma stabile nel nucleo delle cellule epatiche, chiamata cccDNA, che resiste a tutti i farmaci attuali. È come un archivio segreto che il virus tiene nascosto. Eliminarlo è la sfida principale della ricerca attuale.

Commenti
luciano lombardi
luciano lombardi

Io me l’ho fatta la vaccinazione l’anno scorso, dopo aver letto questo post. Non ci credevo nemmeno che fosse così facile proteggersi 😊

Annamaria Muccilli
Annamaria Muccilli

Non capisco perché lo Stato non renda obbligatorio lo screening per l’epatite C a tutti gli adulti. È un crimine che milioni di persone vivano con il virus senza saperlo, mentre la cura esiste e costa meno di un iPhone. Questo è un fallimento sistemico, non una coincidenza.

Fabio Fanti
Fabio Fanti

Test. Vaccino. Trattamento. Tre parole. Semplici. Eppure pochi le usano. La salute non è un lusso. È un diritto. Eppure lo trattiamo come un’opzione.

Giuseppe Saccomando
Giuseppe Saccomando

Interessante, ma chi controlla che i test rapidi siano davvero affidabili? E se il laboratorio fa i conti con i risultati per far quadrare i bilanci? Non mi fido delle campagne di massa. C’è sempre un’ombra dietro.

Isabella Vautier19
Isabella Vautier19

Perché l’epatite B non ha una cura? È davvero solo per via del cccDNA? O c’è qualcosa di più profondo? Forse la ricerca non vuole una cura perché i farmaci a vita fanno più soldi…

Rachele Beretta
Rachele Beretta

Lo so che dicono che non si trasmette col bacio… ma e se qualcuno ha il sangue in bocca? E se il dentista usa lo stesso strumento senza sterilizzare? E se il tatuatore usa lo stesso ago per due persone? Io non mi fido di nessuno. E voi?

francesco Esposito
francesco Esposito

Guarda, io ho fatto il test per l’epatite C dopo aver usato un rasoio con un amico anni fa. Risultato: negativo. Ma se fosse stato positivo? Sarei stato salvo. Ecco perché non devi aspettare di stare male. Fatti il test. Punto. Non è un peccato. È un atto d’amore per te stesso. 💪

Toni Tran
Toni Tran

io ho fatto il test rapido in farmacia e mi hanno detto che era negativo… ma poi ho visto che avevano usato lo stesso bastoncino per 3 persone. Ho chiesto ma mi hanno guardato come se fossi pazzo. E ora? 😅

Fabio Nakano
Fabio Nakano

Questi dati sono tutti falsi. Il governo vuole farci pagare i test e i farmaci. In realtà l’epatite non esiste. È un’invenzione delle Big Pharma per vendere pillole. Io non mi faccio mai test. Vivo bene. E voi?

Gian Maria Maselli
Gian Maria Maselli

Il vaccino contro l’epatite B è obbligatorio nei paesi poveri ma non qui… perché? Perché in Italia siamo troppo intelligenti per averne bisogno? O perché qualcuno ci guadagna? Non c’è logica. Solo profitto. E i cittadini? Sono i conigli da laboratorio

Anna Mestre
Anna Mestre

Ma davvero pensate che una pillola da 300 euro risolva tutto? E se il virus torna? E se il corpo si abitua? E se la cura è solo un’illusione per farci stare zitti? Io ho un’amica che ha fatto il trattamento… ora ha la cirrosi. E la cura? Era solo un’illusione.

Francesca Ammaturo
Francesca Ammaturo

Quando ho avuto il mio primo figlio, non sapevo di essere portatrice di epatite B. Se non avessi fatto il test in gravidanza, lui sarebbe stato infettato. Oggi ha 8 anni, è sano, vaccinato, e non ha mai avuto un solo sintomo. Questo post mi ha fatto piangere. Non perché ho avuto paura, ma perché ho capito quanto la prevenzione salva vite. Grazie. Da madre a madre.

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